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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sensi d'arte

C'E' QUALCOSA IN "APRES MAI"

Cari Sensitivi, in questi giorni ritorno spesso a pensare che c'è una cosa che mi manca dell'età che ho appena passato: ed è la forza delle speranze, l'incredibile ottimismo che ti fa credere di poter cambiare il mondo o anche solo di riuscire a colpire il cuore di quella ragazza così carina al quarto banco. C'è tutto un mondo là fuori che tenta di soffocare il nostro mondo interiore, giorno dopo giorno, c'è una giungla di convenzioni sociali che dobbiamo rispettare per essere in, c'è il nostro ego che ci trascina in abissi impensabili solo per poter urlare “ehi, ci sono anch'io”. Si cresce, si cambia, non sono un pessimista , dico solo che è diverso il sapore della vita quando cominci ad intuire come gira davvero, questa vita. Quando cominci ad osservare le persone non più per quello che sono (o per come te le idealizzi) ma per quello che fanno, per come sono incastrate negli ingranaggi di questo Grand Guignol eterno, quando cominci a non arrabbia...

LO SPETTATTORE

Cari Sensitivi, discettavo poc'anzi di teatro, fantasticando su come uno spettacolo, un'oretta di gioco su un palcoscenico possa significare molto per chi partecipa a questo rito. ... dipende dai punti di vista, come (quasi) sempre nella vita. Lo spettacolo di solito si fa in due, lo spettatore e l'attore, ed ovviamente sui due lo scio' ha un impatto diverso, che proverò qui a sintetizzare e delucidare. LA SCELTA DELLO SPETTATORE Lo spettatore va a teatro per diversi motivi. Se è un bambino, è molto probabile che abbia visto una locandina accattivante ed abbia stressato i genitori per andare a teatro. Se è nato in qualche Paese europeo evoluto come la Francia o la Germania, corre il rischio che sia addirittura la scuola a portarlo a teatro. L'adulto spesso il teatro se lo sceglie. Se ci capisce, vede cose fighe che costano poco. Se non ci capisce, sceglie cose poco fighe che costano tanto. LA SCELTA DELL'ATTORE C'è attore ed attore, come c'è sp...

I DIRITTI ALL'ASTA

Cari Sensitivi, gli amanti del musical riconosceranno questa citazione: "There's a fine fine line", c'è una linea sottile sottile. E gli amanti del cinema (o quelli del teatro) ammetteranno che in Closer, regia di Nicholos ma testo di Marber, si parla molto di linee da sorpassare oppure no. Perché in ogni momento della nostra vita ci sono linee che noi decidiamo consapevolmente di superare, ci sono asticelle la cui altezza viene decisa da noi. E questo accade in ogni rapporto umano, a tutti i livelli, e nel macro accade nel rapporto tra un popolo e chi lo governa (voglio dire, con mr. B. quest'asticella era moooolto bassa, in Francia ce l'hanno altissima, tanto che si incazzano per un nonnulla). Ma non vi preoccupate, oggi non si parla di politica nazionale, né della Fornero e della sua spocchia anglosassone. Oggi si parla di ieri. Perché ieri sono andato a fare quello che è il mio lavoro . Non vi dico neanche cos'è, magari lo sapete pe...

NOI SPERIAMO CHE CE LA CAVIAMO

Cari Sensitivi, si dice che dalla condizione delle proprie carceri e dall'efficienza del sistema scolastico si possa intuire la civiltà ed il progresso di un Paese. Noi in una ipotetica classifica in che posizione saremmo? Sicuramente fra gli ultimi. Stamattina ho fatto un giro di propaganda tra gli istituti superiori della nostra città per progetto teatrale che coinvolge l'SDS (la Società della Salute) e la Regione, e che dovrebbe includere gli studenti delle seconde e delle terze. L'ambiente che ho trovato è stato sconsolante . A partire dalle infrastrutture: gli edifici sono vecchi e niente affatto accoglienti per dei giovani, le aule sono più simili a dei forni crematori (per esempio, la mancanza di fondi impedisce l'acquisto di tende a norma, la cui funzione è fatta da pezzi di giornale messi alla bell'e meglio...).  Laddove la scuola dovrebbe essere vita, speranza e gioia troviamo invece rassegnazione, sopravvivenza e disillusione. Poco...

BATTI L'ACCIAIO FINCHE' E' CALDO

Cari Sensitivi, ho difficoltà a parlare di cose che non so, quindi spesso parlo poco ed ascolto tanto. Al massimo sparlo, o critico, spesso a ragion veduta e ancor di più quando un pregiudizio sottile mi insinua che è bene far così. Parafrasando Mina, il personaggio interpretato da Giuseppe Battiston in "Sesso, bugie e calcetto": in campo come nella vita, io potrei affermare nella vita come nel teatro, cioè mai parlare di quello che non ci appartiene.  Oltre ad essere una grande verità impartitami da un mio altrettanto grande maestro è uno scudo imprescindibile contro le figure di cacca ed a favore della nostra voglia di determinazione. Come a dire: dimmi cosa dici, così saprò se sai e chi sei. Questo lungo preambolo per parlare finalmente anche qui di "Acciaio", il libro-fenomeno di Silvia Avallone uscito... quando? L'anno scorso, due anni fa? Non ricordo. Per chi non lo sapesse io sono nato a Piombino, ridente cittadina (che c'avrà da ridere...) in...

IL FENOMENO "KONY2012"

Cari Sensitivi, è di questi giorni il boom mediatico del video Kony2012 girato dall'associazione ONG californiana "Invisible Children". 30 minuti per spiegare chi sia Joseph Kony, un videoclip che ha rapidamente fatto il giro del mondo e che punta a rendere Kony famoso agli occhi dell'opinione pubblica, sfruttando proprio le potenzialità di condivisione dei Social Network. Famoso per cosa, e perché? Vi ho già svelato il nome dell'assassino, ma non vi svelerò che cosa ha fatto per diventare il ricercato n.1 dell'ICC (International Criminal Court). Questo lo scoprirete guardando il video. Comunque, se l'operazione messa in piedi da IC avrà successo, si sarà creato un precedente. Ve l'assicuro, non avrete buttato 30 minuti del vostro tempo guardando questo video. Decrescere, ricordate? Naturalmente la strategia di IC ha suscitato anche critiche. Non mi ci dilungo troppo ma vi do alcune fonti, tanto siete grandi e fate...

CIAO, LU.

Cari Sensitivi, volevo scrivere un pezzo sulla TAV, TAV si TAV no, quello che s'arrampica sul traliccio e cade fulminato, e poi quello che offende il poliziotto, che poi i poliziotti se lo portano via di peso, a questo, e però quelli che hanno fatto il video a questo vengono picchiati e derubati, e gli bucano le gomme... Dovevo scrivere di un sacco di cose, anche di Pasolini che nel '68 stava coi poliziotti perché figli di operai. Poi, d'improvviso, succede che scopri che è morto Lucio Dalla. E ti vengono tanti, troppi pensieri. Sopratutto se hai passato una giornata, diciamolo, di mmmerda. Muore un pilastro della nostra Cultura, ed è così che le cose che fai ti sembrano ancora più inutili, piccole, infinitamente inutili. Ti viene una rabbia che non ti sta in corpo, un' "ansia da prestazione" che ti farebbe mollar tutto per cercare di far qualcosa di veramente incisivo per questo mondo.  Come aveva fatto lui, come aveva fatto Lucio....

TRA L'OLEANDRO E IL BAOBAB

Cari Sensitivi, riflessioni in libertà.... Sanremo è finito. Siete contenti? Come sempre io non l'ho visto in diretta ma mi sono somministrato qualche spezzone qua e là. Ho sentito alcune canzoni, e naturalmente ho sentito Celentano, sia la prima volta che la seconda. Per una singolare coincidenza, la calata di Celentano sulle coscienze italiane è coincisa con i 20 anni di Mani Pulite (e relative dichiarazioni della famiglia Craxi). Ora, io mi domando: siamo ancora un Paese corrotto, che è stato governato per buona parte degli ultimi 20 anni da un (presunto, fino alla sentenza di I° grado) corruttore, e stiamo lì a fare le pulci a Celentano. Siamo un Paese strano, ci vengono i moti di coscienza per cose folli, ci indigniamo per il Molleggiato e fingiamo di non vedere, per esempio, che il Festival di Sanremo è ormai un carrozzone che non ha più senso di esistere, che sforna da almeno quattro anni vincitori senza futuro provenienti dai reality show (Marco Carta e Va...

LA FAVOLA DELL'IMAIE

Cari Sensitivi, oggi parliamo di liberalizzazioni. Per carità, niente taxi o farmacie, edicole o fornai, ma qualcosa di più grande, con tutto il rispetto per le auto gialle. Parliamo della liberalizzazione della Cultura. E parliamo di IMAIE. Sicuramente tutti voi conoscerete la SIAE, che è la società italiana che gestisce i diritti degli autori. Cioè, tu scrivi qualcosa, lo depositi alla SIAE, qualcun'altro usa ciò che tu hai scritto e quindi ti paga dei diritti. Al contrario, nessuno conosce l'IMAIE. L'IMAIE è l'analogo SIAE per gli artisti. Si occupa (cito) di "raccogliere e distribuire i diritti di attori, cantanti, musicisti, direttori d'orchestra, derivanti dall'utilizzazione delle loro opere registrate". Non è uno scherzo. L'industria culturale in Italia da lavoro a circa un milione e mezzo di persone. Di queste, gli artisti di cui sopra sono circa 70 mila. Numeri di tutto rispetto, come dicono nei tg.  E com...

"BERGONZONI AIRPORT"

Cari Sensitivi, come sempre, io non cerco di spiegarvi niente, per carità, ma vi lascio con le belle parole di un altro. E questo altro è Alessandro Bergonzoni, attore/autore del nostro tempo, immerso fino al collo nei problemi della contemporaneità. In teatro lo vediamo nel suo ultimo spettacolo, "Urge". Sul web è ospite del blog di Beppe Grillo. Due personaggi discussi e discutibili. Uno, Beppe Grillo, divide l'opinione pubblica tra chi lo crede un profeta e chi un furbo sciacallo. L'altro, Bergonzoni, è un artista impegnato con le parole e con i fatti, ma che i più tacciono di troppa borghesia intellettuale, in un mondo che ha fatto della semplicità e dell'immediato l'antidoto per la complessità del pensiero. Io credo che Beppe Grillo sia una persona che ha dato uno scossone alla vita pubblica del nostro Paese, ed è comunque grazie a lui che è tornato un po' di interesse nei giovani per la cosa pubblica. C'è chi dice che sia il...

Notizie dal Valle: la nuova drammaturgia italiana

Cari Sensitivi, oggi lo dedichiamo ancora al teatro. Qualche tempo fa  parlammo del TeatroValle Occupato, giù a Roma. La battaglia va avanti e la seguo con particolare interesse per un paio di motivi. Uno, perché questa occupazione si colloca a pieno titolo nel ciclone prodotto da quel vento di novità che da anni stiamo aspettando, dal punto di vista politico, sociale e sopratutto culturale: giovani artisti, soffocati dalla speculazione, che si riprendono uno spazio pubblico troppo a lungo gestito secondo le logiche sterili del mercato e della politica. Due, perché mi interessa vedere come si evolve il dibattito interno. Spesso infatti anche noi artisti siamo portatori di interessi troppo "di parte", staccati dalla realtà e dalla contemporaneità, magari perché ci è richiesta per sopravvivere una competitività inter nos fuori dal normale, fuori da qualunque standard europeo. Per cui, mi stuzzica vedere come vanno le cose al Valle e sperare che non diventi uno...

Una (non) nuova realtà: il Teatro Valle Occupato

Cari Sensitivi, dopo club misteriosi, censure indecenti ed altro ancora, finalmente parliamo di Arte e delle sue difficoltà. Lo sanno tutti, non dico niente di nuovo, che in Italia la cultura naviga in acque agitate. Le maggiori responsabilità non sono tanto o solo da attribuire alla mancanza di fondi ma sono sopratutto di chi è chiamato ad amministrarli, questi fondi: spesso persone prive di qualsiasi competenze, prima di tutto tecnico-artistico, ma anche manageriale. In Italia c'è una realtà di lotta che continua a vivere ma che è passata un po' sotto silenzio dai media: la realtà del Teatro Valle Occupato. Il Teatro Valle è uno splendido teatro di Roma che da giugno 2011 è stato letteralmente occupato. Contrariamente a quanto se ne possa pensare (rileggetevi  cosa  dicevo in merito ai collettivi e alla loro visione che se ne ha in Italia) l'occupazione del Teatro Valle è stata un'occupazione pacifica, intelligente e sopratutto culturale. Forse è per que...

Post per un amico: il mestiere dell'attore

Cari Sensitivi, Oggi è un giorno speciale: un mio carissimo amico ha realizzato il suo sogno di una vita, è entrato all'Accademia "Paolo Grassi", una delle accademie di recitazione più importanti in Italia. Di amici veri, per fortuna, ne ho tanti. E per fortuna ho gioito spesso per loro. ... ma l'amicizia che mi lega con L. è diversa, perché tra noi ci sono otto anni di differenza. Io l'ho visto letteralmente crescere, perché facevamo la stessa scuola di canto, e quando io cominciato, quasi dieci anni fa, lui di anni ne aveva nove ed io diciassette. Potete immaginarvi... Abbiamo condiviso buona parte dei nostri sabato in improbabili sale prove, ed è con me che ha debuttato nel suo primo spettacolo di prosa vero e proprio.  E' un po' il fratello che non ho mai avuto (uno dei tanti!), e per me che sono entrato all'accademia a ventitré anni sapere che lui ci avrebbe provato ben prima di quanto avessi fatto io mi ha fatto solo piacere. ...

La Basse Cour: festival e non solo

Cari Sensitivi, dal 21 al 25/09 si è svolto a Ledenon, in Francia, il “Festival de la Basse Cour” (letteralmente, il festival della gabbia per uccelli). La Francia è un paese pieno di sorprese, che finora avevo conosciuto solo attraverso i film o i racconti dei miei amici. E devo dire che ero anch'io un po' vittima del complesso del “cugino”: i francesi non mi stavano simpatici, ci hanno pure battuto un sacco di volte nelle competizioni sportive e poi insomma, qulla r arrotata proprio non la sopportavo.  Ed invece mi sono dovuto ricredere. In meno di una settimana ho visto posti stupendi, conosciuto persone gentilissime e preso parte ad un festival molto interessante. Vi dico subito che in Italia un festival del genere sarebbe molto difficle da organizzare (e festival così ce ne sono a decine, in Francia), e forse nemmeno i Basse Cour stessi potrebbero esistere. Perché Basse Cour è il nome di un collettif, di un collettivo. Si, proprio quelli a cui state pensando: un...