Cari Sensitivi,
dal
21 al 25/09 si è svolto a Ledenon, in Francia, il “Festival de la Basse Cour”
(letteralmente, il festival della gabbia per uccelli). La Francia è un paese
pieno di sorprese, che finora avevo conosciuto solo attraverso i film o i
racconti dei miei amici. E devo dire che ero anch'io un po' vittima del
complesso del “cugino”: i francesi non mi stavano simpatici, ci hanno pure
battuto un sacco di volte nelle competizioni sportive e poi insomma, qulla r
arrotata proprio non la sopportavo.
Ed invece mi sono dovuto ricredere. In meno
di una settimana ho visto posti stupendi, conosciuto persone gentilissime e
preso parte ad un festival molto interessante. Vi dico subito che in Italia un
festival del genere sarebbe molto difficle da organizzare (e festival così ce
ne sono a decine, in Francia), e forse nemmeno i Basse Cour stessi potrebbero
esistere. Perché Basse Cour è il nome di un collettif, di un collettivo. Si,
proprio quelli a cui state pensando: un gruppo di fattoni che occupano gli
edifici, urinano nei muri e vanno in giro con i cani. Solo che questi non
occupano nulla ma da anni portano in giro i loro chapiteau (i tendoni da
circo... oddio il circo, leone che salta nel cerchio e clown che tira le torte,
vero?)... chapiteau, dicevo, cioè veri e propri teatri itineranti, dove si
esibiscono artisti da tutta Francia e non solo. E per quanto riguarda la pipì,
qua ci sono i bagni, e per la “fattanza”... beh, comunque alle nove del mattino
sono quasi tutti in piedi...
In
Italia compagnie come la Basse Cour devono ancora affermarsi, in un Paese il
nostro dove IL NUOVO CIRCO stenta ad elevarsi al di sopra del rango di
sottospecie di arte di strada, e quindi automaticamente collegata a cialtroni,
accattoni e chi più ne ha più ne metta. Ed anche l'organizzazione del festival
stesso è un esempio che sarebbe utile trasbordare in Italia: l'enorme parco
della cittadina per cinque giorni viene invaso da carovane di artisti da tutta
la Francia, che propongono spettacoli di musica e teatro dalle 14 alle 1 di
notte, senza che vigili zelanti e/o pittoreschi anziani tentino un
ostruzionismo di maniera.
Risultato:
il sold out di ogni spettacolo, file ai botteghini ed un melting pot unico di
spettatori (si va dalla famigliola con figli a carico alla coppia di vecchietti
hippie e non).
Finché
l'Italia non si toglierà di dosso questa patina oleosa che impedisce alla
nostra cultura di respirare aria fresca, sarà davvero difficile tenere il passo
non solo dell'Europa più progredita ma anche solamente dei nostri straordinari
cugini (che fanno parte comunque di dell'Europa più progredita!!!)
E
le distanze, ahimé, sembrano già incolmabili...
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Ramingo84
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