Cari Sensitivi, oggi lo dedichiamo ancora al teatro. Qualche tempo fa parlammo del TeatroValle Occupato, giù a Roma. La battaglia va avanti e la seguo con particolare interesse per un paio di motivi. Uno, perché questa occupazione si colloca a pieno titolo nel ciclone prodotto da quel vento di novità che da anni stiamo aspettando, dal punto di vista politico, sociale e sopratutto culturale: giovani artisti, soffocati dalla speculazione, che si riprendono uno spazio pubblico troppo a lungo gestito secondo le logiche sterili del mercato e della politica. Due, perché mi interessa vedere come si evolve il dibattito interno. Spesso infatti anche noi artisti siamo portatori di interessi troppo "di parte", staccati dalla realtà e dalla contemporaneità, magari perché ci è richiesta per sopravvivere una competitività inter nos fuori dal normale, fuori da qualunque standard europeo. Per cui, mi stuzzica vedere come vanno le cose al Valle e sperare che non diventi uno...