Cari Sensitivi, con la fretta delle grandi partenze istituzionalmente vi auguro un felice anno nuovo, anche perché per un po' sarò senza collegamento. Tempo di (magri) bilanci, tempo di riflessioni, tempo di buoni propositi. Anche il "buon proposito" è un orpello folkloristico che parte della società moderna non si permette più (un po' come spiegavo qui che accade per il Natale). Si sterilizza, ma non si pianta niente di migliore. Invece a mio avviso il buon proposito è la quintessenza dell' "esame di coscienza", altra espressione che non figura nel dizionario dell'Uomo del New Millenium. Perché il buon proposito è na bommmmba: prima di tutto, ti costringe a ripensare a tutta la merda che hai fatto nell'anno passato (ci vogliamo proprio pensare?), che tanto i buoni propositi che avevi fatto l'anno prima il 6 gennaio te li sei già dimenticati, ma le porcate no, quelle restano, e per quanto cerchi di comportarti "bene...
Sensazioni per la cura di corpi e anime in affanno