Passa ai contenuti principali

Il buon samaritano non esiste

Cari Sensitivi,

con la fretta delle grandi partenze istituzionalmente vi auguro un felice anno nuovo, anche perché per un po' sarò senza collegamento.
Tempo di (magri) bilanci, tempo di riflessioni, tempo di buoni propositi.
Anche il "buon proposito" è un orpello folkloristico che parte della società moderna non si permette più (un po' come spiegavo qui che accade per il Natale). Si sterilizza, ma non si pianta niente di migliore.
Invece a mio avviso il buon proposito è la quintessenza dell' "esame di coscienza", altra espressione che non figura nel dizionario dell'Uomo del New Millenium.

Perché il buon proposito è na bommmmba: prima di tutto, ti costringe a ripensare a tutta la merda che hai fatto nell'anno passato (ci vogliamo proprio pensare?), che tanto i buoni propositi che avevi fatto l'anno prima il 6 gennaio te li sei già dimenticati, ma le porcate no, quelle restano, e per quanto cerchi di comportarti "bene" (nel modo in cui ognuno ritiene stia il suo "bene") qualche volta caghi inevitabilmente fuori dal vaso.
Per quanto mi riguarda, vorrei cercare di beccarla il più possibile, sta tazza, anche perché gli schizzi vanno a colpire sempre gli altri, ed è questo che alla fine mi da più fastidio. Se a soffrire sono sempre e solo io, posso farci anche l'abitudine, ma se la merda colpisce chi già mi sopporta durante tutto l'anno... mmh, vediamo di rimediare.

Allora, vai di propositi!
Prima di tutto, continuare a frenare alle strisce pedonali. Non c'è fretta.
Poi, cercare di importare un po' di civiltà francese, che vuol dire per esempio tentare di dare il buongiorno anche alle persone che non si conoscono. Incredibile, vero? Succede, e ti migliora la giornata.
Continuare a non incazzarmi più di tanto per la stupidità del basso genere umano che mi circonda, tanto prima o poi la Natura fa il suo corso.
Continuare ad incazzarmi per la stupidità del basso genere umano che mi circonda E che ricopre incarichi di responsabilità, perché spesso la Natura si prende delle pause e la Cosa Pubblica non può aspettare. 

E sopratutto, evitare il comportamento più diffuso: essere forti con i deboli e deboli con i forti.
Quindi, essere ancora più forte con i forti, comprensivi con i deboli e molto decisi con tutti gli altri.


Dai, diciamo che per il 2012 può bastare.
Ah no, c'è l'ultimo: su suggerimento di una lettrice di questo blog (esistono, pare) dovrei leggere Joe Fante. Grazie S., rimedierò.

Un abbraccio a tutti, ci sentiamo smaltita la sbornia.

_________
Ramingo84

Commenti

  1. leggi Fante, ma non trascurare Fabio Volo... ;)

    RispondiElimina
  2. che piacere! S. continua a leggere John Fante e anche te!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

IL PARADOSSO DELLA FENICE

Cari Sensitivi, oggi è una bellissima giornata d'autunno, almeno qua in Francia. A Taranto un po' meno mi sa, ma tant'è. Qui il sole splende alto, il cielo è blu e come sempre io ci metto un tre ore buone per fare qualcosa che potrei finire in una mezz'oretta, se non mi perdessi in pensieri inutili ed potessi contare sull'aiuto di un computer degno di questo nome. Il pensiero di oggi va al " paradosso della fenice ". Lasciate perdere Google, non esiste sto paradosso, me lo sono inventato di sana pianta.  In cosa consiste sto paradosso? La fenice, animale mitologico, rinasce dalle sue ceneri. E' il simbolo della vittoria suprema della vita sulla Morte.  La Morte, appunto. Per rinascere bisogna morire, non v'è dubbio. Eppure spesso è difficile accettare la nostra "morte", è difficile credere che spesso si è già morti e che sarebbe meglio farsene una ragione per poter rinascere con tutta calma e con una vitalità rinnovata. Quante volt...

IL FENOMENO "KONY2012"

Cari Sensitivi, è di questi giorni il boom mediatico del video Kony2012 girato dall'associazione ONG californiana "Invisible Children". 30 minuti per spiegare chi sia Joseph Kony, un videoclip che ha rapidamente fatto il giro del mondo e che punta a rendere Kony famoso agli occhi dell'opinione pubblica, sfruttando proprio le potenzialità di condivisione dei Social Network. Famoso per cosa, e perché? Vi ho già svelato il nome dell'assassino, ma non vi svelerò che cosa ha fatto per diventare il ricercato n.1 dell'ICC (International Criminal Court). Questo lo scoprirete guardando il video. Comunque, se l'operazione messa in piedi da IC avrà successo, si sarà creato un precedente. Ve l'assicuro, non avrete buttato 30 minuti del vostro tempo guardando questo video. Decrescere, ricordate? Naturalmente la strategia di IC ha suscitato anche critiche. Non mi ci dilungo troppo ma vi do alcune fonti, tanto siete grandi e fate...