Cari Sensitivi,
come sempre, io non cerco di spiegarvi niente, per carità, ma vi lascio con le belle parole di un altro.
E questo altro è Alessandro Bergonzoni, attore/autore del nostro tempo, immerso fino al collo nei problemi della contemporaneità.
In teatro lo vediamo nel suo ultimo spettacolo, "Urge".
Sul web è ospite del blog di Beppe Grillo.
Due personaggi discussi e discutibili.
Uno, Beppe Grillo, divide l'opinione pubblica tra chi lo crede un profeta e chi un furbo sciacallo.
L'altro, Bergonzoni, è un artista impegnato con le parole e con i fatti, ma che i più tacciono di troppa borghesia intellettuale, in un mondo che ha fatto della semplicità e dell'immediato l'antidoto per la complessità del pensiero.
Io credo che Beppe Grillo sia una persona che ha dato uno scossone alla vita pubblica del nostro Paese, ed è comunque grazie a lui che è tornato un po' di interesse nei giovani per la cosa pubblica. C'è chi dice che sia il leader del qualunquismo. Io dico che 5-6 anni di Beppe Grillo non possono aver fatto alla politica peggio che 45 anni di Storia Repubblicana così come noi l'abbiamo vissuta.
Per quanto riguarda Bergonzoni, vi lascio con le sue parole.
Abbiate il tempo di ascoltarle tutte, e di capirle. Parla a tutti noi, e di tutti noi.
Sopratutto di chi si professa artista: credo che la strada giusta per incidere nel mondo parta da qui.
"Prima rivelazione, poi rivoluzione [...]. Non accettare più di essere corto, di parodiare: lo dico anche all'artista: bisogna cambiare codice, cambiare linguaggio, cambiare regola, ma internamente. Devi cominciare a cambiare scrittura. Devi andare altrove, ma non è una fuga, anzi: perché è da dentro che viene la rivelazione".
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