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LO SPETTATTORE

Cari Sensitivi,
discettavo poc'anzi di teatro, fantasticando su come uno spettacolo, un'oretta di gioco su un palcoscenico possa significare molto per chi partecipa a questo rito.
... dipende dai punti di vista, come (quasi) sempre nella vita.
Lo spettacolo di solito si fa in due, lo spettatore e l'attore, ed ovviamente sui due lo scio' ha un impatto diverso, che proverò qui a sintetizzare e delucidare.


LA SCELTA DELLO SPETTATORE
Lo spettatore va a teatro per diversi motivi. Se è un bambino, è molto probabile che abbia visto una locandina accattivante ed abbia stressato i genitori per andare a teatro. Se è nato in qualche Paese europeo evoluto come la Francia o la Germania, corre il rischio che sia addirittura la scuola a portarlo a teatro.
L'adulto spesso il teatro se lo sceglie. Se ci capisce, vede cose fighe che costano poco. Se non ci capisce, sceglie cose poco fighe che costano tanto.

LA SCELTA DELL'ATTORE
C'è attore ed attore, come c'è spettatore e spettatore.
C'è l'attore sfigo che il teatro se lo sceglie perché non ha voglia di lavorare, e quando s'accorge che fare l'attore è molto più faticoso che fare qualunque altro lavoro ormai è troppo tardi e c'è dentro fino al collo.
C'è l'attore egocentrico (più degli altri), di quelli che si taggano nelle foto con i fans ancora in costume, tipi che quando ti incontrano ti chiedono : "Come sto?" (grazie L.).
C'è l'attore martire, che ci crede, che crede ancora che con il teatro si possa cambiare il mondo.
C'è l'attore equilibrato, che racchiude tutti questi tre tipi, li tiene a bada e li scatena nei momenti giusti alle dosi necessarie, riesce perfino ad evitare gli abusi, fortunato lui.


IL GIORNO DELLO SPETTATORE
Il giorno dello spettacolo lo spettatore è elettrizzato fin dal primo mattino. Se non proprio elettrizzato, almeno ci pensa allo spettacolo. Che poi dipende: se va a vedere un musical lo dice a tutti i suoi amici, se si reca ad uno spettacolo di prosa la notizia rimane un po' più riservata, chissà perché. Si prepara alle 19 per le 21 se è un serale, se è un matinée per il suo bambino bestemmia.
Il bambino saltella qua e là dalla sera prima, e allo spettacolo o piange, o interviene in maniera sregolata, o saltella mentre piange intervenendo in maniera sregolata. I bambini più intelligenti al secondo minuto hanno già capito tutto, e non ridono mai.

IL GIORNO DELL'ATTORE
L'attore dipende.
La preparazione allo spettacolo è spesso inversamente proporzionale al numero delle repliche.
Dalla prima alla quinta replica l'attore è in teatro almeno tre ore prima: la sveglia suona, lui scatta in piedi, si alza, va in teatro dove per scaldarsi farà un po' di yoga o un po' di Feldenkrais o un po' di pilates o un po' di aikido con l'attrice biondina che dice di essere fidanzata. Poi entra in camerino, si trucca con cura, si veste con cura, si strechta con cura, fa merda con cura, tocca i culi con cura, va in scena con cura, saluta con cura, ordina con cura i suoi vestiti, va a letto presto dopo una camomilla. L'attore martire non si discosta generalmente mai da questo vademecum. L'attore egocentrico salta la cena per farsi le foto con i fan vestito da birillo o da dottor Spock.
Dalla quinta alla decima replica l'attore punta la sveglia un paio di ore prima dello spettacolo, e la spegne almeno tre volte. Si alza, fa colazione, vede che piove (tra la quinta e la decima replica piove sempre), arriva in teatro, fa yoga e pilates e feldenkrais solo se è già arrivata l'attrice biondina che continua a dire di essere fidanzata, entra in camerino, bestemmia perché i vestiti non sono ancora asciutti, si trucca male, si veste malino, fa la merda serio, palpa diversi culi con ardore, dimentica almeno tre battute e ne improvvisa almeno dieci, ai saluti comincia a fare lo scemo, una sera si ed una no prende una sbornia. Il regista lo comincia ad odiare.
Dalla decima replica in poi l'attore spesso si addormenta sbronzo sul palco, dopo che ha corrotto il guardiano per farsi dare le chiavi del teatro e portarci l'attrice biondina che diceva di essere fidanzata, beve caffé del teatro (generalmente i peggiori caffé), non si trucca, non si toglie i vestiti di scena, sul palco è l'idolo delle folle anche se il copione originale non sa più cos'è, ormai i saluti se li è dimenticati, i compagni lo odiano, il regista lo odia, il pubblico lo adora, ha preso così tante multe dalla compagnia che lo stipendio non gli basterà, ma la biondina lo ama. Staranno insieme addirittura due mesi, dopodiché lei tornerà dal fidanzato giurandogli eterno amore, ed il nostro attore si consolerà con la mora della prossima compagnia.


IL DOPO DELLO SPETTATORE
Dopo lo spettacolo lo spettatore parla. Dello spettacolo, ovvio.
Bello, brutto, lungo, corto, moderno, vecchio, d'avanguardia, retrò, stonati, intonati, bravo quello, brutto quell'altro, bella regia, regia?, lo dico alla Giusy di vederlo, dico a tutti che è brutto, io ho dormito, chepalleilteatro, io non l'ho capito, io l'ho capito subito, meglio il libro, meglio il film, meglio l'audiolibro, meglio niente, la prossima volta vado al cinema, la prossima volta vado al bowling, la prossima volta vado all'opera, la prossima volta sto a casa, la prossima volta torno, la prossima volta Milan, ho pianto, ho riso, ho sofferto, ho scoreggiato meno male c'era la musica, mi iscrivo a teatro, mi iscrivo a canto, mi iscrivo a regia, costa troppo, costa poco... ad libitum.
Comunque sia qualcosa si dice. A qualcuno cambierà la vita, chissà...

IL DOPO DELL'ATTORE
Subito dopo lo spettacolo l'attore martire si fionda nel foyer per raccogliere le impressioni del pubblico, e non si ferma finché qualcuno non gli dice che lo spettacolo è stato na mmerda.
L'attore egocentrico si fa sempre le foto coi fans vestito da birillo o da Spock, poi si sposta nel foyer e si fa le foto coi fans vestito da se stesso, che comunque è un personaggio.
L'attore equilibrato prima pensa, poi si da in pasto al foyer. Resta in disparte, risponde se interpellato, saluta con grazia e se ne va alla domanda: "Ma secondo te cos'è il teatro?".
L'attore sfigo ha altro a cui pensare, sempre, anche durante lo spettacolo. Recupera in fretta i costumi, non si strucca, corre a casa anzi no, torna indietro perché ha dimenticato le chiavi in camerino, passa accidentalmente dal foyer, riceve dei complimenti casuali, risponde con gentilezza, evita gli sguardi, pensa bestemmie, recupera le chiavi, beve un bicchierino e finalmente torna a casa. Porta fuori il cane, telefona alla mamma, si mangia una mozzarella che non ha voglia di cucinare, si fa la doccia (forse, che tanto domani ha la doppia), apre le lettere: due bollette, i Testimoni di Geova e una promozione Sky. Butta tutto e tiene il depliant dei Testimoni: lo legge, ci scrive su un monologo di dieci minuti, poi chiama la fidanzata. Lei non risponde, lui si preoccupa, beve una birra, anzi due, facciamo tre che tanto sono leggere. Manda dei messaggi casuali, anche all'attrice biondina che dice di essere fidanzata. Mezzo sbronzo si butta nel letto, punta la sveglia, evita di mettersi il pigiama, pensa alla sua vita, se arriva allo stereo mette Guccini e si addormenta con l'Avvelenata.
... come, lo spettacolo?! Quale spettacolo?

_________
Ramingo84

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