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IL COMMENTATORE UNICO

Cari Sensitivi,

permettetemi di essere frivolo.
Stasera mi sono visto una partita di calcio alla tivvù insieme a mio padre. In certe sue espressioni mi ha ricordato mio nonno, e cioè il suo di padre, e mi è venuto istintivo pensare che lui queste cose con mio nonno non le fa più da molto tempo e che solo per questo mi potevo ritenere ancora fortunato.
Però non sta qui la frivolezza.
La frivolezza sta nella nostalgia per il Commentatore Unico.
Il mio primo ricordo televisivo coincide con una partita dei Mondiali di Italia '90. Negli anni '90 i Grandi Riti Collettivi (Religione, Politica, Calcio) navigavano in correnti diverse vero il Grande Boh dell'ultimo decennio del secolo. Tangentopoli era alle porte, però avevano appena abbattuto il Muro di Berlino e l'onda d'urto di wojtilana memoria stava frantumando quella Cortina di Ferro in piedi da oltre trent' anni. 

Eh si, ne succedono di cose in quell'anno. Le trovate tutte nella comoda voce di Wikipedia, io mi limito a citare le più gustose per i più pigri: nasce il PdS, la voce "omosessualità" viene eliminata dalla categoria delle Malattie Mentali dell'OMS, Germania Est ed Ovest uniscono la loro moneta, viene ucciso De Pedis ed Adriano Sofri se ne va in carcere, alla Mecca c'è una strage di pellegrini (1462!!!) e Kasparov è ancora campione di scacchi. 

"Un saluto a tutti i Sensitivi"
B. Pizzul
Poi l'8 giugno 1990, alla Stadio Meazza di Milano, Italia, vengono inaugurati i Campionati del Mondo di Calcio. Che noi non vinceremo, ma quella è un'altra storia.

Mi ricordo una sera di quel giugno, e poco importa se fosse davvero Italia - Argentina. Ero in camera mia, la tv c'era ancora e stava dove adesso è il computer, orientata verso il letto dove io sedevo con mia madre, sorseggiando dell'acqua o chissà che. Per cambiare canale dovevamo alzarsi e premere un bottone, e per fortuna il mio turno sarebbe venuto solo molti anni dopo. Probabilmente mio padre era uscito a guardare la partita con gli amici, che io avevo solo 6 anni ed una miopia già galoppante.
Ricordo il Bruno Pizzul nazionale, l'Alpha&Omega dei Commentatori Unici, lo ricordo come uno di casa, l'amico-che-tutto-sa e alle cui sapienti labbra ti appendi per essere condotto in quello che era, ora come allora, uno dei tre GRC, e che come tutti i GRC sarebbe sopravvissuto a qualunque Tsunami, a qualunque tentativo di ridimensionamento in un Paese che toccami tutto ma non la mamma e la squadra del quore. A quei tempi il Commentatore Unico era come il prete, come l'Andreotti di riferimento, ti illudevi che parlasse veramente con te, che fosse messo lì dal Gran Capo della Televisione perché solo lui poteva fare quella cosa lì con quella voce lì. Solo lui poteva vestirsi del ruolo del Commentatore Unico e cioè fare una delle cose più stupide del mondo: descrivere in maniera così evidente l'evidenza, e cioè un'azione di calcio. Se ci pensate, la telecronaca di una partita è roba per persone sole, già se davanti alla tele si è più di uno tutto diventa inutile, anche perché la telecronaca viene sommersa dalle bestemmie, dalle richieste di birra e dallo zapping nella pubblicità per vedere le tette della Marcuzzi alle Iene.
Però se eri da solo la telecronaca del Commentatore Unico ti poteva aiutare, perché lui era lì per te. Lui era uno solo come te che faceva quello che stavi facendo tu, e cioè guardare la partita da solo. Però a lui lo pagavano a differenza di te. Ed allora in qualche modo si doveva sdebitare, e come lo faceva? Tenendoti compagnia, lui se ne usciva di casa, si portava una birra, entrava allo stadio, salutava il fonico, si metteva le cuffie e poi... ti salutava, ci salutava, e ti parlava, ci parlava, e ti avrebbe pure voluto dire "Ah, come me la farei volentieri una birra insieme a te".
Poi è arrivato il Commentatore in Seconda a fare compagnia al Commentatore Unico, e tu Spettatore Solo ti sei sentito ancora più solo, perché ai giorni nostri, in questi tempi buj dove la forza dovrebbe essere l'unione e viceversa, il Commentatore Unico non parla più con te, a te, ma dialoga col suo amico, che se il Commentatore Unico è il Re dell'evidenza lui, il Commentatore in Seconda, è il Monarca Assoluto dell'Ovvio, il Dittatore dello Scontato, il Superuomo del Già Detto. E tu ti senti come in quelle feste dove tutti parlano tedesco e tu non capisci una mazza e allora leggi le costole dei libri, che ovviamente sono anche quelle in tedesco, e allora pensi "Vaffanculo se lo imparavo anch'io il tedesco alle medie invece di farmi le canne", e poi si avvicina il padrone di casa e ti chiede "Ti diverti?", che è ovvio che tu non ti diverti, però non glielo vuoi far pesare anzi, ti lanci su quella mano tesa sotto forma di domanda come ad afferrare un gancio per cominciare una conversazione, ed infatti appena tu cominci a parlare lui comincia a parlare ma con qualcun'altro e sempre in tedesco, e tu pensi "Vaffanculo ora mi schianto due Martini e mi metto a dormire, anzi prima mi gratto".


Ecco. Perché oggi il Calcio non fa più parte dei GRC e non aggrega più le folle, semmai le pecore, e lo stesso si può dire per la Politica e la Religione. Sono sopravvissuti ai loro Tsunami, sono ancora lì, è vero, ma sono diventati qualcos'altro, qualcosa di diverso, qualcosa di cattivo. Abbiamo avuto dei Comandanti Unici che non pensavano al bene nostro, e forse adesso è bene tornare a puntare sul vivaio, tornare ad investire nella Primavera.
Oggi come allora mentre guardavo la partita sorseggiavo qualcosa: Chinotto.
Lo sapete che non sono mai stato veramente giovane.

P.S: in realtà questo pezzo è una sorta di Codice Da Vinci della bloggistica, perché il Commentatore Unico non era già più unico ad Italia '90, ahimè ne ho le prove. Però era troppo bello l'argomento, e comunque il Bayern vince la Champions, io ve lo dico.


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Ramingo84

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