Passa ai contenuti principali

BOTTE DA CHI CI VEDE BENISSIMO

Cari Sensitivi,

nono, io sono d'accordo eh.
Non bisogna (bisognerebbe, e già qui mi contraddico parzialmente) usare la violenza, mai.
La politica sta lì per quello: amministrare civilmente e responsabilmente la società pubblica, i nostri soldi, le nostre strutture. Perché qui è bene ricordare che è tutto nostro: i soldi dello Stato sono nostri, le scuole pubbliche sono nostre, gli ospedali sono nostri. E' tutta roba nostra, che noi deleghiamo ai politici affinché ce le amministrino al meglio.
E questo era l'incipit.
Poi c'è il corpo del tema, e cioè la realtà, che nei giorni scorsi ha assunto una dicotomia preoccupante ma estremamente efficace nel riassumere quello che sta succedendo. Esprimo in soldoni: la politica, cioè quelli che (ci) dovrebbero amministrare, stanno naufragando in un mare di merda usando come scialuppe delle barche fatte con le nostre banconote, e come campana usano le monete da un euro. Dall'altra c'è lo sfascio della società italiana (ed europea, aggiungerei) che si è manifestata recentemente nella protesta degli studenti.
Ora, non è che gli studenti siano proprio un corpo a sé. Spesso si parla di "studenti" come di una categoria separata dal resto della realtà, un momento di passaggio della vita di ognuno di noi che possiamo anche dimenticare. Perché diciamocelo, alzi la mano chi non crede (o conosce altrettanti che credano) che sia dopo i trent'anni che comincia la vita "seria", il lavoro, la famiglia, il guadagnare (e di conseguenza lo spendere), la base della nostra società è tutta lì, in quel ceto medio che viene costretto a vivere in una mediocrità di intenti e valori che ci arrivano dall'esterno, e tutto questo con un solo scopo: tenerci buoni. Tenerci lì, calmi, tranquilli, non farsi troppo prendere dalle ideologie, che da una certa età in poi non è mica bene. E lo sfascio della scuola durante questi anni di tagli selvaggi e di gettiti a pioggia sugli istituti privati sta a significare proprio questo: cari studenti, non ci interessa che diventiate degli adulti consapevoli, ci interessa che voi passiate senza darci troppo fastidio quel periodo, cazzeggiate un po' che tanto il bello (ideologicamente parlando, e bello solo per noi) viene dopo. 
Avete sentito qualcuno che si è indignato per le cariche della polizia? Qualcuno che si fa portavoce politico del disagio di questa benedetta scuola? Qualcuno che batte il pugno e dice: "Va bene, basta soldi agli istituti privati se prima non saniamo la scuola pubblica"? C'è qualcuno che affermi con forza tutto questo, che lo metta al centro di un rinnovamento politico?
Ed allora, caro Ministro Profumo che dici che le proteste pacifiche sono più interessanti, ti chiedo: cosa dobbiamo fare? Se la protesta diventa solamente testimonianza perché non c'è UNA forza politica riformatrice che abbia il coraggio di accollarsi le esigenze disperate della società, noi, la cosiddetta società civile, cosa dovremmo fare? Cosa devono fare gli studenti? Aspettare seduti ai banchi? Ed i panettieri? Gli operai? Gli artisti? Cosa dobbiamo fare?
Le motivazioni della sentenza della Diaz per i fatti di Genova del 2001 stanno lì a rispondere per noi: non dovremmo far niente, ahimé, perché siamo in mezzo ad un guado. Da un lato l'immobilità della politica, che ancora oggi si divide tra una destra schiava di Mr. B ed una sinistra che non fa altro che litigare e riciclare il suo apparato dirigente (o digerente, a seconda dei casi). Dall'altro i fenomeni repressivi diventano sempre più frequenti, come se i problemi venissero dagli studenti che lanciano sassi e pietre o dagli operai che manifestano davanti a Montecitorio. Non si tratta di mele marce, non più.
Nel '68 Pasolini stava provocatoriamente dalla parte dei celerini perché veri figli di operai. Oggi c'è chi dice che le classi non esistono più e che la lotta di classe è (stata) una chimera fallimentare.
Più prosaicamente io sussurro che finché gli studenti, i lavoratori, i professionisti, gli imprenditori ed anche le forze dell'ordine, perché no, rimarranno ripiegati su loro stessi e non si renderanno conto che veramente l'unione (con la u minuscola, per carità) fa la forza... fino a quel momento continueranno a piovere manganelli dal cielo e cazzi nel culo, ve l'assicuro. 
In barba alle borse, allo spread ed alle primarie del PD.

_________
Ramingo84

Commenti

Post popolari in questo blog

IL PARADOSSO DELLA FENICE

Cari Sensitivi, oggi è una bellissima giornata d'autunno, almeno qua in Francia. A Taranto un po' meno mi sa, ma tant'è. Qui il sole splende alto, il cielo è blu e come sempre io ci metto un tre ore buone per fare qualcosa che potrei finire in una mezz'oretta, se non mi perdessi in pensieri inutili ed potessi contare sull'aiuto di un computer degno di questo nome. Il pensiero di oggi va al " paradosso della fenice ". Lasciate perdere Google, non esiste sto paradosso, me lo sono inventato di sana pianta.  In cosa consiste sto paradosso? La fenice, animale mitologico, rinasce dalle sue ceneri. E' il simbolo della vittoria suprema della vita sulla Morte.  La Morte, appunto. Per rinascere bisogna morire, non v'è dubbio. Eppure spesso è difficile accettare la nostra "morte", è difficile credere che spesso si è già morti e che sarebbe meglio farsene una ragione per poter rinascere con tutta calma e con una vitalità rinnovata. Quante volt...

Il buon samaritano non esiste

Cari Sensitivi, con la fretta delle grandi partenze istituzionalmente vi auguro un felice anno nuovo, anche perché per un po' sarò senza collegamento. Tempo di (magri) bilanci, tempo di riflessioni, tempo di buoni propositi. Anche il "buon proposito" è un orpello folkloristico che parte della società moderna non si permette più (un po' come spiegavo  qui  che accade per il Natale). Si sterilizza, ma non si pianta niente di migliore. Invece a mio avviso il buon proposito è la quintessenza dell' "esame di coscienza", altra espressione che non figura nel dizionario dell'Uomo del New Millenium. Perché il buon proposito è na bommmmba: prima di tutto, ti costringe a ripensare a tutta la merda che hai fatto nell'anno passato (ci vogliamo proprio pensare?), che tanto i buoni propositi che avevi fatto l'anno prima il 6 gennaio te li sei già dimenticati, ma le porcate no, quelle restano, e per quanto cerchi di comportarti "bene...

IL FENOMENO "KONY2012"

Cari Sensitivi, è di questi giorni il boom mediatico del video Kony2012 girato dall'associazione ONG californiana "Invisible Children". 30 minuti per spiegare chi sia Joseph Kony, un videoclip che ha rapidamente fatto il giro del mondo e che punta a rendere Kony famoso agli occhi dell'opinione pubblica, sfruttando proprio le potenzialità di condivisione dei Social Network. Famoso per cosa, e perché? Vi ho già svelato il nome dell'assassino, ma non vi svelerò che cosa ha fatto per diventare il ricercato n.1 dell'ICC (International Criminal Court). Questo lo scoprirete guardando il video. Comunque, se l'operazione messa in piedi da IC avrà successo, si sarà creato un precedente. Ve l'assicuro, non avrete buttato 30 minuti del vostro tempo guardando questo video. Decrescere, ricordate? Naturalmente la strategia di IC ha suscitato anche critiche. Non mi ci dilungo troppo ma vi do alcune fonti, tanto siete grandi e fate...