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LA FISSA DEL POSTO FISSO

Cari Sensitivi,

quest'uscita, Monti, l'ha toppata.
Quella sul posto fisso, intendo.
L'ha toppata nella forma, ma non troppo nella sostanza.

Il discorso incriminato è questo:

”I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E’ più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”


Credo che la parte importante sia l'ultima: tutelare meno chi è ipertutelato per tutelare meglio chi non lo è.
E questo dovrebbe interessare i giovani che si affacciano nel mondo del lavoro.

I problemi sono diversi, e non bisogna fare confusione.
Alla base ci sono anni di immobilismo, anzi di riforme sbagliate del mondo del lavoro. Credo che stiamo capendo solo ora che, volenti o nolenti, sto cacchio di mondo del lavoro non è più quello degli anni '50, '60, '70, '80 ed anche '90. 

La cosa ci piace? Si? No? Forse? Fattostà che è così, e che finora abbia fatto finta che così non fosse. Che vuol dire? Vuol dire che sacrosante conquiste come quella del posto fisso hanno mostrato i loro effetti indesiderati, e cioè da essere una rivoluzione sono diventate un'arma a doppio taglio. 
Intanto cosa vuol dire "fisso"? Fisso vuol dire che una persona viene assunta in un certo posto di lavoro e lì rimane, diciamo, per 40 anni circa (se va bene...).
Qui si inserisce, a mio avviso, la cosa più coraggiosa che ha detto Monti, che va di pari passo con uno dei nostri deficit.
La cosa coraggiosa (detta male e ripresa peggio dai giornali) è la noia del posto fisso, paragonata alla bellezza delle nuove sfide. Uno dei nostri più grandi deficit, che ovviamente ci impedisce su questo settore (quello della flessibilità) di essere all'avanguardia è la totale mancanza di tutele (di controllo, di sussistenza) per fare una politica del lavoro basata appunto sulla flessibilità. 
Diciamo che Monti ha parlato a nuora (i ggiòvani) perché suocera intenda (il mondo del lavoro).
La flessibilità di cui parla Monti non è certamente quella del contratto Co.Co.Co che ti scade dopo due mesi. 
La flessibilità di cui parla Monti è quella che funziona in tutta Europa, proprio perché funziona anche il sistema di tutele.
E' quella che impedisce che i posti fissi siano dei totem intoccabili, che una volta acquisiti ti rendano immuni da qualsiasi responsabilità. 
E se magari scalfiamo finalmente quei posti fissi che fanno tanto casta, se finalmente queste tutele e quindi questi controlli li mettiamo, forse cominceremmo veramente a premiare il merito, a dare importanza al lavoratore e non al lavoro.

Il discorso sulla "noia" è un po' più difficile da capire, sopratutto in una congiunzione terribile come la nostra.
Io però vengo da una famiglia dove mio padre è partito facendo il fornaio, poi è passato a fare il meccanico, poi l'operaio ed infine è diventato commerciante. 
Non viveva in una situazione economica migliore della mia di adesso, diciamo che era un po' più facile trovare un lavoro, questo si.
Però capisco Monti quando dice "che è bello cambiare ed accettare nuove sfide". 

Anche se si vuole costruire una famiglia nel posto dove siamo nati.
Anche se di emigrare proprio non ci va.

Credo che nella vita si abbia tutto il tempo per provare, rischiare, sbagliare e migliorare.
Forse questo momento di estrema difficoltà ci può offrire anche grandi possibilità in questo senso, chi lo sa... 
Sicuramente la flessibilità (si spera con sempre maggiori tutele) ti arricchisce, se non di soldi, almeno d'esperienza. 

La vita è lunga, se la si sa sfruttare. E partire e cambiare non vuol dire partire e cambiare per sempre.

Però è difficile, molto difficile.


A margine, due articoli pro e contro l'uscita di Monti:


Da posto fisso al posto fesso

Sul posto fisso Monti ha ragione




Cacchio, ma è veramente freddo...




_________
Ramingo84


Commenti

  1. Prima o poi mi piacerebbe parlarne a voce; anche perchè i concetti qui espressi non si possono riassumere in poche righe. Certo è che lo ripeto dall'entrata di Monti, si parla tanto di giovani, ma sono sempre i vecchi a parlarne... sono attaccati alla poltrona come delle sanguisughe...(vedi l'età media anche di questo governo tecnico, come se non ci fossero giovani altrettanto validi) e poi a parlarne è un uomo delle banche...pensa un po'... sempre quelle lì che non ti danno un mutuo se non hai un lavoro...beh, le riflessioni sono tante...

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