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Il buon samaritano non esiste

Cari Sensitivi, con la fretta delle grandi partenze istituzionalmente vi auguro un felice anno nuovo, anche perché per un po' sarò senza collegamento. Tempo di (magri) bilanci, tempo di riflessioni, tempo di buoni propositi. Anche il "buon proposito" è un orpello folkloristico che parte della società moderna non si permette più (un po' come spiegavo  qui  che accade per il Natale). Si sterilizza, ma non si pianta niente di migliore. Invece a mio avviso il buon proposito è la quintessenza dell' "esame di coscienza", altra espressione che non figura nel dizionario dell'Uomo del New Millenium. Perché il buon proposito è na bommmmba: prima di tutto, ti costringe a ripensare a tutta la merda che hai fatto nell'anno passato (ci vogliamo proprio pensare?), che tanto i buoni propositi che avevi fatto l'anno prima il 6 gennaio te li sei già dimenticati, ma le porcate no, quelle restano, e per quanto cerchi di comportarti "bene...

Conati di vomito

Cari Sensitivi,  spero che non abbiate mangiato da poco, perché vorrei parlarvi della Lega. Eh, mi dispiace, ma vi tocca. E a me tocca usare ancora una volta il blog per liberarmi, e mai termine fu più azzeccato visto che si parla di escrementi. Siete pronti? Occhio agli schizzi: Bruttemerdefalseipocritechenonsietealtrosietestatifinoaiericonqquellafacciadiculodiberlusconieoravenestatelìsuquegliscranniaurlarecomedeimaialisgozzatialloscannatoioepoivotatepurecontroagliarrestideivostriporcisimiliedalcumulodegliincarichimanonvifateschifomatecalderolinontifaischifoquandoparlitechenelgovernohaifattodituttononessendocapacedifarenientenonvifateschifoadesserecomandatidaunpoverovecchiochehaavutounictusecheteneteancoralìperchénonavetenemmenolepalleperfareunasuccessionecomesideveèvent'annichebazzicateilpotereavetedettotuttoeilcontrariodituttoavetevotatotuttoeilcontrariodituttomanonvifateschifomacosacazzoinsegnereteaivostrifiglimasopratuttoc'hafiglicalderolipovrinilorochissàcosaglii...

Si parte per tornare, si torna per ripartire

Cari Sensitivi, prima di tutto sei uova, da tre confezioni differenti. Poi una marmellata d'albicocche, una di more a metà ed un paio di confezioni di miele, chissà chi le aveva comprate, a me il miele non è mai piaciuto. Molta farina, molto zucchero, molto sale. Un po' meno di olio e di aceto. C'era della frutta che ora non c'è più. Ci sono due yoghurt, al sicuro con le due Affligen piccole, carina la confezione in vetro ma dove la butto adesso... C'era del pane, il riso freddo fatto con gli avanzi ed il riso cotto non condito. Delle olive le ho messe nel sugo di pomodoro, il sugo di pomodoro l'ho messo nella pasta, la pasta l'ho messa un po' nello stomaco ed un po' nel tapperware, la più grande invenzione dell'uomo dopo il preservativo.  Poi immondizia, di tutti i tipi. Foglie, tante. Carta, pure. Vetro, anche. Muffa no, quella ce la siamo scampata, stavolta. E poi i vestiti abbandonati, alcuni sono tuoi ma non lo sai, alcuni sono deg...

Silenzio, e rispettate il Presidente!

C ari Sensitivi, scusate la faccia qua a destra, ma prendo spunto da questo conato di video per parlare di una cosa apparentemente stupida, neanche tra le più orripilanti all'interno di questo aborto di informazione... è solo che ogni volta che la sento mi vengono i brividi lungo la schiena. Presidente qui, Presidente là. "Signor Presidente, scusi Presidente, ecco qua Presidente".... ma Presidente di che? E non mi riferisco solamente a Berlusconi. Perché continua questa sudditanza stupida nei confronti del potere? Presidente Berlusconi, Presidente Fini, Presidente D'Alema... Ma perché? Cos'è sta cosa del titolo di Presidente? Un feticcio che ti si attacca addosso per tutta la vita? Perché c'è l'esigenza di esibire sto titolo di Presidente? E' perché lo fanno di lavoro? E' una forma di rispetto? Non mi prendete in giro, per piacere. Cos'è allora, da domani dovrei chiamare il fornaio "Scusi, ...