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MARO', PROFUMO DI MARO'

Cari Sensitivi,

si, lo so, vi ho lasciati soli per troppo tempo.
Ma vi ritengo troppo intelligenti e per questo vi ho evitato l'asfittico momento nostalgia sul blog, col bilancio dell'anno appena trascorso, gli auguri di Natale, i ringraziamenti vari.

Vi siete divertiti in queste feste? Avete passato un buon Capodanno?
I miei festeggiamenti sono stati abbastanza soft, complice anche un virus gastrointestinale che mi ha colpito a metà dicembre e che ha portato strascichi per tutto il mese.

Vero che non lo volevate sapere? Passiamo a cose più interessanti? Ma si, dai.

Tutti dovrebbero essere felici, a modo loro. Così come tutti dovrebbero poter festeggiare le festività con i loro "cari", siano questi i parenti, un cane, delle escort in numero variabile o le piante del giardino.
La questione dei diritti è una questione interessante, da qualunque parte del mondo la si guardi. Nei sistemi smaccatamente antidemocratici i diritti non ci sono, e si capisce bene, perché quando qualcuno fa qualcosa o dice qualcosa che non va al Potere, questo gli spara, o lo fa saltare in aria, o lo scioglie nell'acido, insomma se ne libera senza tanti scrupoli. Poi arrivano gli Osservatori Onu, la comunità internazionale schiamazza ma insomma ormai il più è fatto. Nelle democrazie più evolute come la nostra (...) la soppressione dei diritti può avvenire in maniera più soft. Il Potere è Potere, spesso cambia solo le sue forme di rappresentanza, ma sopratutto in Paesi gerontocratici come il nostro che puntano a perpetrare la stessa classe dirigente da anni la soppressione è lenta, liquida, e la parziale sostanza di democrazia tende a mascherare tutto quello che avviene al di fuori di questo confine.

E' il caso dei detenuti in carcere, che vivono in condizioni indegne di un Paese civile, che si dovrebbe definire tale in relazione alla qualità delle sue scuole e delle sue carceri, e voglio dire, noi non siamo messi benissimo.
Meno male (!) che c'è Pannella che ancora ad 80 anni sciopera per tenere viva l'attenzione su questi argomenti, ma ormai anche lui è diventato tradizione, anzi folklore di un Paese che ciclicamente si vede bombardare da notizie catastrofiche che assorbe con una scrollatina di spalle perché purtroppo, cito, "all'ora di cena in tv passano il telegiornale".

Ma ci sono due detenuti meno detenuti degli altri che hanno occupato le cronache di questo Natale un po' così, e sono i due marò arrestati in India, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Se non sapete di chi stia parlando, vi riassumo in breve tutta la storia.


"C'era una volta, 10 mesi fa, una petroliera privata protetta da militari italiani. Questa petroliera stava navigando al largo delle coste indiane quando ci fu uno scontro a fuoco con un peschereccio colpevole di assomigliare ad una barca di pirati. Due pescatori morirono, ed i nostri  eroi italiani furono condotti nelle terribili prigioni indiane, quelle più nuove però, quelle che sembrano un albergo, anzi quelle che sono proprio un albergo e dove ti danno il mangiare italiano su richiesta, dice. Dopo dieci mesi, diverse perizie e qualche mossa incauta del Governo Italiano, ai nostri eroi italiani, in attesa di processo, è stato concesso di poter trascorrere le vacanze a casa, dietro pagamento di una somma come cauzione al Governo Indiano, hai visto mai che questi rimangono in Italia e si imboscano in quei posti da dove è impossibile tirarli fuori tipo il Parlamento?".

Mettendo da parte gli scherzi, qui c'è una vicenda che ha dell'incredibile, e sulla quale i media italiani hanno fatto a gara a chi la sparava più grossa, anzi hanno rinunciato ad informare prendendo spesso posizioni quando andava bene neutre tendenti al filonazionalismo se non smaccatamente nazionaliste. 
La vicenda è comunque un affare complicato, c'è il diritto marittimo internazionale di mezzo, si parla di miglia, acque costiere e robe così.
Per fortuna c'è ancora qualcuno che ha voglia di sbattersi e di fare il lavoro del giornalista cercando e spiegando, invece del lavoro del corsivista incolonnando e catechizzando.
Nel sito Wumingfoundation.com è uscito un interessante articolo di un giornalista italiano che vive in India, Matteo Miavaldi, e che ha vissuto più da vicino le notizie, gli umori e tutto ciò che è ruotato intorno al caso dei due marò.
Cita fonti, che non fa mai male, e tra i commenti è nato anche un dibattito tra fonti che amplifica ancora di più la curiosità, comunque la si pensi.

Sulle questioni giuridiche mi pronuncio poco, che sono complesse.
Su quelle morali si, visto che bacchettare non costa niente. Va da sé che questi militari non sono trattati come detenuti "normali", che la legge che è uguale per tutti per loro due ha delle deroghe, si inventa permessi estemporanei (questo di dicembre lo è, e concesso solo in virtù dell'appartenenza alla Marina Militare Italiana).
E' difficile la battaglia per i diritti di tutti, perché c'è sempre qualcuno che ne ha più di te, c'è sempre qualcuno che conosce qualcun'altro che gli può dare un pezzetto di diritto in più.
Occhi aperti, dunque, anche in questa nostra stupenda democrazia.


W la democrazia,
tu dì la tua che poi dico la mia.

_________
Ramingo84

P.S: ho sentito Storace che diceva che nel suo nuovo giornale online (si, ha un giornale, si, ne è direttore, si, è anche segretario de La Destra, si, è anche candidato alle Regionali del Lazio, alle Comunali di Roma e se non state attenti ve lo ritrovate come amministratore del condominio)... dicevo, nel suo nuovo Giornale d'Italia avrebbe dovuto essere presente un ampio documento sulla vicenda dei marò, sue quello che ha fatto di sbagliato il Governo Monti ecc. Per par condicio avrei voluto riportarlo ma non ho trovato nulla. Se volete cercare voi, io ho appena mangiato.

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